La Storia

Dalla “Unione Sportiva Madonnina” al “Maritain”

La storia dello sport all’ombra del campanile della Madonnina ha radici molto più lontane della data di fondazione del centro sportivo J. Maritain. Negli anni 60 esisteva un Unione Sportiva Madonnina. Mi è capitato recentemente di leggere un bollettino parrocchiale di quegli anni, nel quale i direttori tecnici Isidoro e Paolo scrivevano: “i giocatori tesserati l’anno scorso sono stati i 48 e tutti hanno contribuito con le proprie capacità alla crescita della società. Solamente le difficoltà finanziaria hanno ostacolato il nostro cammino, ci occorrono ogni anno almeno 100 mila lire, somma che per noi giovani è elevatissima, ma pensiamo molto modesta se tanti sportivi benestanti del nostro quartiere volessero aiutarci.
” Sempre negli anni Settanta arrivò, impetuosa la pallavolo; la “vecchia” chiesa, diventata palestra, divenne teatro di una scalata sportiva eccezionale, fino ad arrivare alla serie B del campionato nazionale.

serie B C.S.Madonnina anni 70

Pallavolo serie B,C.S.Madonnina anni 70

Furono sfornati campioni che andarono a rinforzare la rosa della gloriosa Panini, poi come in tutte le avventure sportive arrivò la parabola discendente, fino allo scioglimento del glorioso C.S.M. (Centro Sportivo Madonnina).

Arrivarono gli anni Ottanta e precisamente l’anno dei mondiali di Spagna, il memorabile ’82; il parroco della Madonnina era don Giosuè Roli. Le glorie calcistiche avevano esaltato non poco alcuni baldi giovani della parrocchia, e così fu convocata la prima riunione di quello che sarebbe diventato a breve il Centro Sportivo J. Maritain. Ricordo molto bene quel primo incontro attorno ad un tavolo di tennis tavolo. Fu molto significativo, perché chiamai, insieme ad Aderito e Alessandro, tanti ragazzi sotto i 14 anni; insomma si partì subito con l’intento di dare un servizio ai più giovani. Costituite le prime due squadre, inforcai la bicicletta e corsi subito al CSI nella sede storica di Rua Muro. Era già settembre, le iscrizioni erano quasi terminate e trovai una segretaria che mi indicò di rivolgermi al signor Benassi, perché era lui che doveva dire l’ultima parola sulla possibilità della nostra iscrizione. In un primo momento mi rispose che non c’era nulla da fare, ma quando gli riferii che avevamo un campo “regolare”, il “River Prete”, e una squadra giovanile, gli brillarono gli occhi e capii che eravamo iscritti. La squadra giovanile di calcio fu affidata alle mani esperte di Fernando Fabianelli, che non aveva mai allenato una squadra, ma che all’epoca era telecronista sportivo di una televisione locale, e un volto televisivo ci dava un certo “look”. In realtà la passio e straordinaria di Fernando ci permise di superare indenni due campionati con una sola vittoria nel palmares per la squadra giovanile.

Il primo Presidente del CSD J. Maritain, Alfonso Manfredi premia Stefano Prampolini, sullo sfondo L'arbitro Benito Corradin

Il primo Presidente del CSD J. Maritain, Alfonso Manfredi premia Stefano Prampolini, sullo sfondo L’arbitro Benito Corradin

Una vera lezione di vita per quei ragazzi che immagino ricordino con piacere, e non sto scherzando, quei due anni di sconfitte.
Nello sport primo bisogna imparare a perdere, poi si può cominciare a imparare a vincere.
Il seme della pallavolo non ere affatto perso, e si ricominciò a schiacciare a rete, anche se l’inquilino che allora abitava sopra la palestra ogni tanto scendeva a spegnere le luci perché voleva riposare.
La carica di Presidente fu affidata ad Alfonso Manfredi, appassionato di sport e con doti umane di grande spessore; l’uomo giusto per un gruppo, perché dava sicurezza al gruppo. Tante sono le storie, gli aneddoti dei primi anni del Maritain. Certamente il desiderio fondamentale che ha ispirato quell’avventura, cioè parlare di Gesù Cristo tra un calcio al pallone e una schiacciata, era, ed è tuttora, di difficile realizzazione, ma fin dall’inizio c’è stata consapevolezza di dover “inventare” un orientamento pastorale per lo sport della nostra parrocchia. Il resto è vita vissuta, con esperienze a volte impensabili, dove il risultato sportivo è solo un particolare secondario. Si ricordano principalmente le persone, i motorini, le casacche, gli spogliatoi, i pali delle porte, i custodi, gli accompagnatori, le trasferte, le feste, gli allenamenti, gli arbitri, i guardalinee, i dirigenti, le squadre, le bandiere, gli striscioni, i campi di gioco, gli allenatori, e, a volte, … anche i Presidenti.
Dalla Presentazione del libro “CSD J.Maritain 25 anni”

Edizioni Artestampa 2008

La stretta di mano fra Matteo Botti e il futuro Campione del Mondo Luca Toni.  Al centro l'arbitro Antonio Ragazzi, nel campo Parrocchiale della Madonnina

La stretta di mano fra Matteo Botti e il futuro Campione del Mondo Luca Toni. Al centro l’arbitro Antonio Ragazzi, nel campo Parrocchiale della Madonnina